Some Ideas for Recycling

Pubblicato: 6 settembre 2013 in News, Società
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Today some original ideas for recycling…

– Home gardening made cheap! Put fruit peels and eggshells in a bucket of soil and cover. By the next season, you will have the perfect fertilizer to use in your garden!

– Cut down on your calories without giving up your sweet tooth! If you want to bake a low fat cake, try exchanging half of the butter for mushed up avocado pulp. The results are tasty and guilt-free!

– Don’t believe in using wine as stain-remover? Try in on your windows, mixed with a bit of water. Spray it on your windows and dry with newspaper.. The result will stun you!

– Yet another use for white wine! If you spill any red, pour a glass of white on the stain immediately, drying with a dry cloth. Works every time!

– Here are some ideas to recycle tyhe turkey that you eaten the day before: cut it off, add 2 eggs, 1/2glass of milk, a little olive oil and spices. Mix well until it is smooth, place in a pan for 3 minutes for each side and you are done!

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C’era una volta il calcio lo sport più amato e seguito nel mondo. Non è l’inizio di una favola per bambini, ma la cronaca di un mondo del pallone alla deriva, folle ed irrealistico in cui regna sovrano esclusivamente il “Dio Denaro”. Leggendo quotidiani sportivi e non si sente solo parlare di cifre stratosferiche per probabili trasferimenti di campioni in erba o già affermati, allettati dalla possibilità di trovare ricchi ingaggi che raddoppierebbero gli attuali stipendi milionari già percepiti.

Foto di pierodemarchis

Foto di pierodemarchis

II calciomercato infatti è adesso incentrato sull’asse Madrid – Londra e potrebbe registrare un nuovo, incredibile record: secondo la stampa spagnola, As in testa, il Real Madrid avrebbe convinto il Tottenham a cedere l’esterno offensivo Gareth Bale per la cifra monstrousa di 120 milioni di euro. Cifra largamente superiore al precedente primato, sempre targato Real, di Cristiano Ronaldo, acquistato dalle merengues dal Manchester United per 94 milioni nel 2009.

E se il ciclone Bale, con i suoi 120 milioni in viaggio per Londra da Madrid, sta per diventare il trasferimento più costoso della storia, da Barcellona il borsino di Leo Messi raggiunge quote da Everest: 580 milioni di euro e la cifra a cui ammonta tasse incluse la clausola di rescissione da pagare ai blugrana per assicurarsi le prestazioni della pulce.

Al Barcellona di Sandro Rosell risponde immediatamente il Real Madrid di Florentino Perez che avrebbe raggiunto l’accordo per il prolungamento del contratto del fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo che resterebbe quindi nella ‘Casa Blanca’ fino al giugno del 2018, andando a guadagnare 17 milioni di euro netti a stagione, uno in piu’ di quanto percepisce Messi al Barcellona. Spaventosa e’ la clausola rescissoria fissata dal nuovo contratto, che ammonterebbe a un miliardo di euro.

Cifre stratosferiche per un Gioco ormai difatto divenuto il business dei milionari che lasciano allibiti gli stessi operatori e protagonisti del settore se pensiamo che una valanga di miliardi sono stati elargiti dalla BCE per salvare il sistema bancario spagnolo mentre banche come Bankia, Caixa e Santander utilizzano i fondi per finanziare le folli spese di Real Madrid e Barcellona (Sotto inchiesta UE leggi articolo) che sono le società più indebitate, 660 milioni uno, 548 il secondo. Il debito del calcio spagnolo, prima e seconda divisione, ronza attorno a 5 miliardi, un mezzo punto del deficit nazionale.

Ma il monte ingaggi di calciatori e le follie, economicamente parlando, di trasferimenti impossibili continua anche grazie all’entrata nel mondo del calcio dei più ricchi sceicchi e magnati russi che stanchi ed annoiati hanno deciso di sperperare le loro fortune nel gioco più bello del mondo, il pallone.

Foto di b@ldwolf

Foto di b@ldwolf

Dai russi agli arabi il passo è breve, soprattutto quando si parla di milioni e calcio. Ma se la storia dei magnati dell’ex Unione Sovietica è recente, il binomio sceicchi-calcio risale a più di 30 anni fa quando, ai Mondiali del 1982 fece parlare di sè un certo Fahad Al-Ahmad Al-Sabah che scese letteralmente in campo, dalle tribune dello stadio per andare a redarguire l’arbitro sovietico, per un gol francese contestato dai suoi giocatori (il gol viene annullato, a causa di un fuorigioco inventato per l’occasione). Gli sceicchi incominciarono così a farsi notare nel mondo del pallone.
Venendo alla storia recente Amim bin Hamad Al Thani si è comprato il 70 per cento del PSG e si è distinto per aver speso ad oggi (estate 2013) in soli due anni più di 300 milioni di euro, riuscendo a vincere una Ligue1.

Da uno sceicco all’altro, si passa velocemente dalla Ligue1 fino alla Premier League del Manchester City di Mansour bin Zayed al-Nahyan, lo sceicco di Abu Dhabi, l’uomo da 1.000 miliardi di dollari e proprietario del Manchester City.

Ed ancora Mohammed Al-Fayed, della stessa famiglia Al Fayed “vicina” a Lady Diana, è infatti il ricco proprietario del Fulham, passando poi ai ricchi magnati russi non si può che iniziare dall’ultimo arrivato, tale Dmitry Rybolovlev, magnate russo, che ha deciso di diventare il nuovo Dio dei ricchi del pallone, acquistando il Monaco e portandolo a suon di milioni verso l’Olimpo calcistico. Infatti dopo la promozione in Ligue1, ha messo sul piatto del mercato 200 milioni per costruire il suo super team.
Era invece il 2003 e Abramovich, ancora sconosciuto miliardario russo acquistò il Chelsea Football Club per una cifra pari a 60 milioni di sterline. Abramovich riuscirà a conquistare la Champions (e la Coppa Intercontinentale) solo nel 2012 dopo aver investito 2 miliardi e 200 milioni di euro, ed aver acquistato 66 giocatori e cambiato 8 allenatori.

Concludono ma non in ordine di importanza i club dei ricchi magnati russi L’Anzhi e lo Zenit.

Sicu­ra­mente arriver­anno nuovi sce­ic­chi nel cal­cio europeo, il migliore al mondo, si parla del passaggio ormai quasi certo del 65% delle quote societarie dell’Inter a Erick Thohir, infatti i guadagni dei club considerati, hanno di gran lunga superato la crescita del PIL nelle economie dei paesi di appartenenza negli ultimi dieci anni, ponendo di fatto il football come uno dei settori più performanti del mondo moderno. Si parla tanto di “Salary Cup” e “Fair Play Finanziario” ma in controtendenza si continua a spendere e sperperare. Il calcio non è più un gioco, ma che tutto ciò sia grottesco, nell’era del pre­cari­ato, della dis­oc­cu­pazione, dei dis­in­ves­ti­menti e delle crisi finanziarie non è nuovo.

Purtroppo la magia e l’imprevidibilità nei risultati nel mondo del pallone è quasi svanita, difficilmente risentiremo la celebre frase “Clamoroso al Cibali”

Era il 21 novembre 2006 quando il processo sui diritti tv Mediaset prendeva il via nell’aula della prima sezione penale del Tribunale di Milano. Ai dodici imputati, tra i quali Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, venivano contestate accuse, a vario titolo, di riciclaggio, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Contestazioni che, ad eccezione della frode fiscale e del riciclaggio sono tutte venute meno nel tempo per effetto della prescrizione. Ci sono voluti quindi quasi sette anni (undici dall’inizio delle indagini) per arrivare alla sentenza di condanna definitiva emessa dai giudici presieduti da Edoardo D’Avossa.

La Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione – 3 coperti da indulto – per frode fiscale per il leader del Pdl Silvio Berlusconi. Annullamento con rinvio limitatamente alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, fissata in 5 anni dai giudici del merito per Silvio Berlusconi. Stabilisce l’art. 12 del decreto legislativo che, in caso di condanna per frode fiscale si applica, come pena accessoria, “l’interdizione dai pubblici uffici per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni”.
La Cassazione ha inoltre disposto un nuovo processo d’appello su questo punto. Il periodo di interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi dovra’ essere rideterminato al ribasso passando dai cinque anni disposti nel primo processo d’appello a un periodo compreso tra uno e tre anni.
(Fonte Virgilio notizie)

berlusconi

E ora? Quali saranno le conseguenze di questa condanna definitiva a quattro anni di reclusione?
Tenento conto che 3 dei 4 anni richiesti sono stati già scontati, per via dell’indulto, dovrà scontare “solamente” un anno. Andrà ai domiciliari, oppure potrà scegliere i servizi domiciliari.
Nell’immediato l’avvenuta condanna comporta:

– Tra le prime conseguenze pratiche comportano il ritiro del passaporto, incluso anche il passaporto diplomatico, che dovrà restituire.

– In caso di prossime elezioni, l’Incandidabilità in qualsiasi data, Berlusconi non potrà più ricandidarsi: effetto della legge, varata dal governo Monti nel 2012, per cui “non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione”.

-Indipendentemente dalla pena accessoria dell’interdizione, il Senato delibererà, ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione le “Cause sopraggiunte di incompatibilità”.

-Praticamente dopo vent’anni di scorciatoie, prescrizioni, amnistie, indulti e vergognose leggi ad personam finalmente è arrivata la 1° sentenza definitiva: da questa sera è tecnicamente un pregiudicato. Per la prima volta l’articolo 3 della Costituzione viene attuato e finalmente ci ricorda che: la legge è uguale per tutti compreso Il nostro ex Presidente del Consiglio.

In molti sono scesi in piazza a festeggiare per la condanna di Berlusconi…Purtroppo abbiam poco da festeggiare, gli Italiani o almeno molti non capiscono che è solo un altro strumento di distrazione della massa. Da anni ci impongono dittatori massoni e l’ultimo Presidente del Consiglio eletto dal popolo era proprio Berlusconi. Stanno insabbiando la vicenda Montepaschi, spendono miliardi per gli F35, eppure la gente pensa esclusivamente a Berlusconi, fenomeno mediatico anzichè ai reali problemi del Paese. Sette lunghi anni per emettere una sentenza incompleta, sette anni di processi fatti con i nostri soldi. Per non parlare dell’assurdità della sentenza, che ha portato ad una condanna di un anno con l’interdizione dai pubblici uffici ancora da decidere. Ma non era meglio richiedere la restituzione dei soldi venuti meno per frode fiscale più una salatissima ammenda, in modo da rimpinguare le casse statali? L’aspetto positivo è che forse le cosiddette grandi intese (ammucchiata PD e PDL) andranno in pezzi e l’attuale governo “Fantoccio” potrà anche sopravvivere per un po’ ma sarà come un morto che cammina. Forse finalmente senza Berlusconi il PD riuscirà a vincere le elezioni, Grillo ed M5S permettendo.

After about 2 years since I moved to London, I have never written in English and now it is finally time to write my first English article, so I am sorry in advance if maybe something isn’t clear or if you can find some grammatical errors. I have always enjoyed writing about technologies, social news and politics but I have never spoken about my personal experience in another country since moving here, so that’s what I would like to talk about it in my first English article.

tube

I left Italy not only because it was really hard to find a job, but also because I found it completely inefficient and the Italian system in general was fully of ‘red-tape’. Everything was complicated and not suitable for the citizens.

Since I moved here in London I have found everything extremely easy and organized.
I cannot say that was easy to find a job, partly because of my poor language skills, and I think one of the most important things i have learned is persistence, not to give up too soon because, step by step, and working really hard, it is possible be fulfilled and now I feel entirely adapted to the English system.
London’s system is very democratic and sooner or later, if you work hard, you can find what you are looking for.

I could talk for hours about the positive aspects of the British system, and compared to Italy it seems “Utopia” but, whilst I have never regretted my move here, to be honest and precise, I know I will never really find my “Utopia”.

The trains here work really well but the truth is far from the “96% on time” quoted by the Greater Anglia adverts. Maybe I am a perfectionist and am too quick to judge…

Anyway, today I want to talk about my experience with the Jobseekers Allowance System.

lavoro

In England, if you are unemployed and looking for a job actively, you receive economic support from the Government and I really appreciate it.
I lost my job last month (temporary contract 7 months with Pokerstars) so I started straight away to apply and look for a new job but I also decided to claim Jobseekers Allowance and receive £70 a week – it is not much but is useful to top up my oyster card and travel on the most expensive transport network in the world.
Yesterday, after 1 month of waiting, I asked if there is some news about my claim and whether I will receive the money and my jobseekers adviser said:

You have received the first payment 10 days ago…

Believe me. I was shocked to hear that because I have never received the money…

After further review we noticed that they actually paid my allowance to another person, to another bank account…

How that could have happened I don’t know; I accurately filled out the application form and the information registered in the system was correct.
I called the relevant department, they said that cannot provide any information and that they needed to investigate in order to understand what had happened.

I was really upset and my Jobseekers adviser, incredulous said:

You are lucky…

I have worked really hard since I moved to London, I started in the catering environment, worked in a restaurant as Chef and then for Pokerstars as Fraud Investigator, step by step and working hard – I finally feel integrated in the British System and I really like it but as the Italian saying goes:

“Tutto il mondo è Paese” – The world is the same, wherever you go….

Immagine di Kalexanderson

Immagine di Kalexanderson

Dopo ormai quasi più di due anni ho deciso finalmente di pubblicare l’introduzione del mio ultimo elaborato di Laurea conseguito nell’aprile 2011 presso l’Unversità degli Studi di Firenze, sulla spinosa questione del Copyright dell’Open Source e della gestione dei diritti annessi. La questione della tutela della proprietà intellettuale nell’era digitale è molto complessa, perché frutto di regole prodotte da varie fonti e in costante evoluzione. E’ infatti indispensabile accordare diritti privati degli autori e diritti di condivisione sociale del sapere.

Questo lavoro intende approfondire le variazioni che stanno coinvolgendo la tutela della proprietà intellettuale: la disputa nata intorno alla legittimità o meno del diritto d’autore, le direzioni verso cui si muovono le disposizioni internazionali e le possibili prospettive future. Nella cosiddetta società dell’informazione, un’opera intellettuale può essere facilmente modificata, smontata, trasformata e ricomposta. Ogni creazione intellettuale per mezzo della digitalizzazione può essere duplicata, un comune file può essere copiato un numero infinito di volte senza perdere qualità. Di conseguenza il sistema tradizionale di copyright, fondato sulla possibilità esclusiva di riprodurre e diffondere copie, è stato minacciato alla base. Si sono sviluppate convinzioni opposte in merito alla tutela della proprietà intellettuale. Da una parte correnti di pensiero conservatrici, dall’altra idee progressiste che vedono nel nuovo strumento la completa liberalizzazione della cultura. Il diritto d’autore, diviene oggi un ostacolo che crea forti limitazioni alla diffusione del sapere e alla fruizione del prodotto culturale. I nuovi strumenti di comunicazione non hanno modificato solo il sistema delle relazioni, ma anche le tipologie e i contenuti dei rapporti, tracciando nuove opposizioni e nuovi interessi: hanno quindi creato l’esigenza di riformare e rivedere l’attuale sistema di tutele inerenti i diritti degli autori.

Immagine di steren.giannini

Immagine di steren.giannini

Nel primo capitolo si analizzeranno le origini storiche della proprietà intellettuale, dalle prime “maledizioni”, con cui gli autori scoraggiavano il plagio e le possibili copie non autorizzate, ai primi editti veneziani, dallo statuto d’Anna fino ai risvolti attuali legati al diritto d’autore. Emergeranno le differenze tra il diritto d’autore italiano, di matrice francese, e le rispettive suddivisioni in patrimoniali e morali, e quello di origine angloamericano che rientra nel common law, basato sulle decisioni giurisprudenziali più che sui codici e sui decreti governativi. Il secondo capitolo s’interesserà del copyright nell’era digitale, con tutte le implicazioni dovute principalmente all’avvento di internet e della digitalizzazione dei contenuti. Dalle nuove possibilità offerte dal file sharing alle implicazioni generate sul mercato dei contenuti. Si analizzeranno il caso Napster e le ricadute sul nuovo modo di condividere in rete, il tema della diffusione del sapere e dei contenuti, analizzando i “pregi e difetti del copyright” e quindi i rispettivi limiti dell’attuale sistema di tutele imposte dal diritto d’autore. Nel terzo capitolo si esaminerà il mercato italiano dei contenuti, dal settore musicale a quello cinematografico, dal settore televisivo a quello editoriale. Chi sono e quanti sono gli editori che gestiscono il mercato dei contenuti in Italia. Infine si approfondirà la nascita dei movimenti open source e le prime forme di licenze alternative alla gestione dei diritti d’autore. Il quarto capitolo si concentrerà sulle Creative Commons, come filosofia e alternativa più che valida all’attuale modello del copyright.

Inoltre viene analizzato il progetto licenze libere (SeLiLi) del Centro NEXA del Politecnico di Torino e della Regione Piemonte i cui obiettivi sono quelli di fornire informazioni utili e accurate sulle licenze libere, erogando servizi di consulenza e assistenza in diversi ambiti: quello legale, economico e tecnologico. Infine, grazie all’esperienza di tirocinio svolta nell’associazione culturale Caffescienza verrà riportata un’intervista, su Wikipedia e sul mondo open source, a Gianni Comoretto dell’Osservatorio astrofisico di Arcetri e Lorenzo Losa, amministratore di Wikipedia. La tesi per intero sarà a breve disponibile nel mio blog, naturalmente sotto licenza Creative Commons.

Concludo l’introduzione con la celebre frase del celebre studioso inglese.

“Se tu hai una mela, e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.

George Bernard Shaw

Gli italiani ancora una volta, quasi sul più bello, falliscono la grande occasione di cambiamento e rinnovamento che le elezioni politiche avevano servito su un piatto d’argento. Giunte in un momento quasi provvidenziale dopo gli ultimi anni di forte austerity l’italiano medio giunge al traguardo indeciso ed ancora una volta diviso. L’ingovernabilità la fa da padrona e supera la, seppure tanta, voglia di cambiamento.

Non festeggia il Partito Democratico che si fa rimontare dall’impresentabile redivivo Berlusconi. I dati ufficiali nudi e crudi.

CAMERA DEI DEPUTATI AFFLUENZA: 75,18%

-BERSANI 29,56 % – 340 seggi
-BERLUSCONI 29,17% – 124 seggi
-GRILLO 25,53 % – 108 seggi
-MONTI 10,57% – 45 seggi

SENATO DELLA REPUBBLICA AFFLUENZA:75,21%

-BERSANI 31,63% – 120 seggi
-BERLUSCONI 30,72% – 117 seggi
-GRILLO 23,8% – 54 seggi
-MONTI 9,14% – 18 seggi

Più di un quarto del popolo italiano non ha votato o ha consegnato scheda bianca e/o nulla. Al Senato senza maggioranza, mentre alla Camera grazie alla legge truffa, Bersani e il centro-sinistra si aggiudicano il “premio di maggioranza” (un centinaio di seggi in omaggio che però, non corrispondono ai voti reali). Ben poco da festeggiare con il loro risicato 30%.
Chi invece si dava per sconfitto alla partenza sorprende tutti, anche se il primo ad essere sorpreso è lo stesso Berlusconi, il 29% degli italiani continua nonostante tutto a preferirlo.

Nel rapporto con i dati del 2008, il Pd prese alla Camera il 37,55% e al Senato il 38,01%, per la coalizione di Centrosinistra.
Esodo maggiore dal Pdl. Nel 2008, il partito di Silvio Berlusconi conquistò alla Camera il 37,38% e al Senato il 38,17%.
Ciò vuol dire che, insieme, i due partiti principali hanno perso all’incirca 10 milioni di «supporters» negli ultimi 5 anni.

Questo spiega in parte il successo del partito su misura di Beppe Grillo (M5S) che raccoglie il voto di protesta, e quel 25% suona comunque di vittoria, per niente annunciata e prevista, grazie all’enorme massa di studenti che hanno preferito e realmente voluto il cambiamento.

Non posso che concludere questa analisi del post-elezioni con Monti. Quando lo “calarono dall’alto” alla Presidenza del Consiglio dicevano che era sostenuto da oltre l’80% degli italiani; Per arrivare al 10% ha avuto bisogno dell’aiuto di Casini, Fini e Montezemolo, ai quali l’appoggio alla mattanza sociale e al programma di forte austerity del Professore è costato caro…

Durante la campagna elettorale, per spingere l’opinione pubblica, qualche sondaggista gli attribuiva oltre il 20-25% (mentre a Grillo veniva attribuito un 13-15%) Dimostrazione di quanto siano falsi manovratori e manipolatori i mass media.

L’unica buona notizia e che finalmente qualche vecchio ed affezionatissimo si ritroverà senza Poltrona rottamati Fini, Di Pietro, Buttiglione e, qualche altro parassita della casta.

Il dopo-Elezioni ha lasciato un’Italia dove l’incertezza e l’ingovernabilità hanno avuto il sapravvento, il tanto agognato cambiamento è riuscito solo a metà: con la sorpresa Grillo, l’amarezza di chi assaporava la vittoria e la rimonta inaspettata di Berlusconi.

Non mi resta che concludere con una citazione che spopola sul web e ha fatto il giro tra internauti e social network:
Quando Dio distribuiva l’intelligenza, molti italiani erano in fila per il rimborso dell’IMU con la lettera di berlusconi in mano

Sembra così lontano quel 12 Novembre del 2011 quando Silvio Berlusconi dopo un colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rassegnava le dimissioni da Presidente del Consiglio tra le urla e le grida della folla accalcatasi davanti Palazzo Grazioli che iniziava gioiosa i festeggiamenti per la fine di un governo egoisticamente basato sull’approvazione di leggi “Ad Personam”.
Monti tra il sostegno e il clamore generale e lo scetticismo degli allora “pochi” iniziava il cosidetto “Governo di Transizione”.

Il Governo Monti dura esattamente 1 anno e un mese. Infatti popo le iniziali simpatie generalizzate Monti perde gran Parte del sostegno del cittadino medio per via dell’inasprimento generalizzato dell’imposizione fiscale applicata quasi esclusivamente alle fasce di reddito più basse.
Ma vorrei analizzare un pò nel dettaglio l’operato del suo governo in carica per circa 1 anno.
Per correttezza, vengono valutati i dati raffrontati con la media europea allargata ai 27 paesi:

-PIL: -2%. Peggior risultato di sempre (cs e cx si erano limitati a fare un -1%);
-TASSO DISOCCUPAZIONE: +1,5%. Peggior risultato di sempre (cs e cx si limitavano al -0,1%);
-DEBITO PUBBLICO: +0.2%. Peggior risultato degli ultimi 5 anni. (cs e cx avevano ristretto la forbice dello 0.9% annuo)
-INFLAZIONE: +0.5%. Peggior risultato degli ultimi 5 anni. (con cs e cx dal 2005 avevamo meno inflazione rispetto alla media UE27);
-PRODUZIONE INDUSTRIALE: -5.3%. Peggior risultato ultimi 15 anni ((cs e cx si limitavano a un -1,7%)
-DEFICIT PUBBLICO: -0,4% (ultimo gov Berlusconi, eravamo più virtuosi addirittura per l’1,4%)

Fonte http://www.rischiocalcolato.it/2012/10/il-bilancio-del-governo-monti-valutazione-finale-il-peggior-governo-della-2-repubblica-valutazione-analitica-delle-performance-dellitalia-rispetto-alla-ue-di-tutti-i-governi.html

Da molti denominato il “Governo delle Banche” riporto di seguito alcuni dei decreti Monti volti esclusivamente a tutelare gli interessi delle banche e dei grandi Finanzieri Internazionali:

– Nel decreto Salva Italia ritroviamo un aiutino per gli istituti di credito: il ministero dell’Economia “fino al 30 giugno 2012 è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni, o a partire dal 1 gennaio 2012 a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite”.
Un modo per non far fallire le banche, insomma.

– Ancora nel decreto Salva Italia, infatti, si stabilisce che dal mese di marzo gli enti di previdenza (come ogni pubblica amministrazione o ente pubblico) non potranno più effettuare i pagamenti in contante delle pensioni d’importo superiori ai mille euro, per via del divieto cosiddetto della “tracciabilità” imposto dalla manovra. In pratica, allora, si impone un divieto alla pubblica amministrazione di pagare in contanti le pensioni sopra i 1000 euro. Risultato? I pensionati dovranno farsi un conto corrente.

– L’Italia ha estinto una posizione in derivati che aveva con una delle più potenti banche americane, la Morgan Stanley. Ben due miliardi e 567 milioni di euro sono passati dalle casse del Tesoro a quelle della banca statunitense. La particolarità sta proprio nel fatto che nessun documento italiano segnala il passaggio: sono stati i vertici della Morgan, infatti, “nelle periodiche comunicazioni alla Sec”, commenta Orazio Carabini, a segnalare “che l’esposizione verso l’Italia a cavallo di fine anno è scesa, al lordo delle coperture, da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari. Con una differenza di 3,381 miliardi”. Appunto 2,567 miliardi di euro. Ora, è chiaro che la banca aveva un credito nei confronti dello Stato e, dunque, probabilmente si erano raggiunti i termini di contratto per cui era necessario onorare il debito. Tuttavia la mancanza di trasparenza legittima dubbi, perplessità, domande aperte.

– Inoltre per concludere ha dell’inverosimile il dietrofront sulla norma che abolisce le commissioni delle banche su prestiti e fidi, che ha fatto storcere il naso al Presidenti dell’ABI Giuseppe Mussari prima delle dimissioni, il maxiemendamento del governo al Decreto liberalizzazioni.

Domenica 24 e Lunedì 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012 gli italiani sono chiamati alle urne a compiere una scelta difficile e tormentata, tra 37 opzioni tra liste e partiti, (molti ne contano 40 includendo astensione, scheda bianca e scheda nulla) la difficile scelta tra il vecchio (Monti, Berlusconi, Bersani, Pannella) ed il nuovo che avanza (Grillo, Ingroia) e la lista degli economisti
capeggiata da Giannino.

Centro-Destra, Centro-Sinistra, Centro, Rivoluzione Civile e Fare per fermare il declino, secondo l’ultima indagine statistica condotta dall’Ipsos di Nando Pagnoncelli, Pierluigi Bersani sarebbe in vantaggio, alla Camera, di oltre 13 punti su Silvio Berlusconi, il PD viene dato al 39%, il Pdl al 26,3. Fermo al 16 Mario Monti e al 12,5% Beppe Grillo.

L’Italia e gli italiani si trovano davanti a tante, pure troppe, opzioni di voto ed una scelta difficile che solo il buon senso e l’impossibilita di perseverare negli errori del passato possono metterlo nelle condizioni di compiere scelte doverose e alquanto coraggiose, per il bene dell’Italia e degli italiani.

E Qui siamo al CaPoLiNeA, il futuro Presidente del Consiglio verrà eletto tra qualche giorno. Basta parlare…Adesso si Vota!!!